LA RAZZA BEAGLE – Alberto Calbucci +39 3927935450


LA RAZZA BEAGLE

Il Beagle è un piccolo grande segugio. Dotato della classe dei segugi e di una eleganza robusta e compatta. Ma anche chi non ha la passione venatoria non può restare indifferente di fronte ai suoi occhi grandi e scuri, cerchiati di nero, di volta in volta pieni di tenerezza, malizia o energia. Vivace quanto affettuoso, mai nervoso, sempre disponibile e di buon umore.

Fuori casa, questo piccolo estroverso non ha paura di niente e di nessuno, pur senza mostrare la minima aggressività; tale caratteristica è stata favorita dall’uomo che ha selezionato soggetti rispondenti alla esigenza di vita di branco e di lavoro in muta e che quindi mostrassero minore tendenza alla impostazione gerarchica. Il risultato è oggi un cane gioviale, allegro, giocherellone, pronto a dimostrare verso tutta la famiglia che lo accoglie, ma in particolare verso i bambini, tutto l’affetto e la tenerezza di cui è capace. E’ stato definito anche “il cane più buono del mondo”, ma questa affermazione sembra un poco eccessiva; è comunque certamente tra i cani più socievoli e dallo sguardo più attraente.

Oltre ad essere piccolo, simpatico e grintoso è anche molto curioso, da cedere spesso alla tentazione di andarsene per i fatti suoi; nelle forme e nel carattere sembra il ritratto di Snoopy, il celebre personaggio dei Peanuts di Charles Shultz. Per il suo fiuto straordinario viene utilizzato in molti aeroporti degli Stati Uniti per la ricerca di piante e bulbi nascosti nei bagagli. E’ molto festoso, ama molto stare in compagnia, ma non è né petulante né appiccicoso, è un tipo che si sa fare i fatti propri, ma non per questo potrà essere abbandonato a se stesso. Bisognerà trattarlo da buon compagno, giocando con lui e dandogli modo di partecipare alla vita familiare; in queste condizioni imparerà facilmente le buone regole dell’educazione anche perché è dotato di un elevata capacità di apprendimento. Ha una salute di ferro. Il suo sistema cardiocircolatorio è tanto perfetto da essere stato in passato, utilizzato, purtroppo, nella sperimentazione scientifica da parte di case farmaceutiche e nella ricerca clinica.

Non sono quindi molte le patologie caratteristiche della razza Beagle; molto comune ma di nessuna gravità è quella chiamata dagli inglesi “Cherry Eye”, ovvero l’ingrossamento e fuori uscita di una piccola ghiandoletta oculare all’esterno della palpebra, comune ed ovviamente di maggiore gravità è la predisposizione alla epilessia presente particolarmente in alcune linee di sangue. Il Beagle è anche molto vorace sarà opportuno tenere sotto controllo il suo robusto appetito, con una dieta adeguata, per evitare che ingrassi, perdendo la sua caratteristica di cane agile e rapido nei movimenti, nonostante un ossatura molto forte ed i muscoli ben sviluppati.

Per la sua salute fisica e psichica deve poter passeggiare ed anche correre in piena libertà, facendo attenzione di slacciare il guinzaglio solo quando avrà imparato a rispondere ai comandi, per evitare che ceda alla tentazione di vagabondare per soddisfare la sua insaziabile curiosità, inseguendo svariati stimoli che al di fuori dell’ambiente domestico, non mancheranno di interessarlo.

Il Beagle è una delle razze più antiche anche se le origini precise non sono ben conosciute. Antenati del Beagle o cani a loro molto simili sono descritti in documenti datati 400 A.C. nella Grecia antica. Fin dalla antichità venivano allevati piccoli segugi per l’utilizzo venatorio su lepre o coniglio selvatico, e molto probabilmente questi segugi sono stati introdotti in Gran Bretagna al seguito delle legioni romane. Ovviamente non erano i Beagles dei nostri giorni, ma segugi che incrociati con altri segugi che erano diffusi a quel tempo in Gran Bretagna (Talbot Hounds), dovevano dare origine attraverso i secoli al moderno Beagle.

Questo segugio piccolo, ben proporzionato, armonico e veloce incontrò il favore dei cacciatori e grazie al loro carattere ed alla loro gentilezza di espressione, anche il favore delle dame e dei castellani che spesso li tenevano in mute numerose. Il Beagle divenne molto popolare in Inghilterra nel 1300 e 1400.
Eduardo II ed Enrico VII possedevano mute di Glove-Beagle, cioè cani dal formato ridotto tale da poter essere trasportati nelle tasche laterali delle selle dei cavalli. Elisabetta I possedeva mute di Pocket-Beagle alti solo 23 cm al garrese.

Sembra che il termine Beagle derivi dall’antico termine “Begle” o dal celtico “Beag”, entrambi che significavano “piccolo”.

Nel 1700 la crescita della passione degli inglesi per la caccia alla volpe, che richiedeva un cane più veloce del piccolo Beagle fece preferire un segugio più grande, quale il Foxhound o l’Harrier appositamente selezionato per la caccia a cavallo. Ma la popolarità del nostro Beagle non venne mai meno, ed alla metà del 1800 finalmente troviamo nell’Essex un cane molto vicino al Beagle odierno selezionato dal Reverendo Philip Honeywood mentre al Beagle Club inglese, fondato nel 1890, va il merito di aver finalmente fissato lo standard della razza.

La cinofilia muove i suoi primi passi ed anche il Beagle fa la sua comparsa nelle esposizioni, ed esattamente in quella di Birmingham nel dicembre 1861. Per registrare il primo campione occorre però attendere il 1875 (Ch. Doxey) e per incontrare la prima campionessa addirittura il 1892 (Ch. Lonely). Molti di questi cani provenivano direttamente dalle mute da lavoro ed il loro pedigree non veniva registrato nei libri del Kennel Club ma in quelli della “Association of Masters of Harriers and Beagles”, una sorta di corporazione dei maestri di muta per cani da lepre.

Negli anni Trenta molti Beagles seguirono i loro padroni nel crescente processo di urbanizzazione, diventando spesso esclusivamente cani da compagnia; belli d’aspetto e miti di carattere. Di questo periodo sono i primi grandi vincitori in esposizioni di bellezza, come la Ch. Melody of Reynaulton, miglior hound al Kennel Club Show di Londra (ora Cruft) del 1931, selezionata da una grande allevatrice, la Elms che, presentando Beagle, Bloodhound e Bassethound alla stessa esposizione, nell’anno 1933, totalizzò ben 6 CC (Challenge Certificate). Superato il periodo bellico, la selezione vide un’accentuata distinzione tra i soggetti da compagnia e soggetti da lavoro, con differenti criteri di allevamento, più concentrati sulla conformità allo standard i primi, mentre apprezzati quasi esclusivamente per le qualità venatori i secondi. Per quanto riguarda i prodotti inglesi degli ultimi anni, da una indagine condotta dal Kennel Gazette, risulta che i due cani maggiormente apprezzati dai più quotati giudici britannici sono: Ch. Dialynne Gamble, padre di 26 campioni inglesi, e Ch. Too Darn Hot for Tragband, anch’essa ottima riproduttrice.

Il Beagle fu importato negli Stati Uniti nel 1876 e riconosciuto dall’American Kennel Club nel 1884. Qui divenne subito molto popolare sia come cane da caccia (coniglio selvatico) che come cane da compagnia al punto da divenire il cane preferito dalle famiglie americane intorno agli anni ’50, precedendo perfino il Cocker.

In Italia la diffusione di questa razza avviene piuttosto tardi (intorno al 1970) per merito dell’Avvocato Paolo Dondina che ne importò alcuni esemplari dall’Inghilterra.

Lo Standard del Beagle
FCI Standard N°161/ 27.01.2011


ORIGINE: 
Gran Bretagna

DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE: 13.10.2010

UTILIZZAZIONE:
Segugio 

CLASSIFICAZIONE F.C.I.:
Gruppo 6 Segugi
Sezione 1.3 Segugi di piccola taglia 
Con prova di lavoro

BREVE CENNO STORICO:
Si dice che il Beagle sia stato creato riducendo il più grande Foxhound, per poter seguire a piedi la caccia, preferibilmente della lepre. È ancora usato in muta, molto spesso con l’organizzazione di istituti, compreso collegi e scuole. Un piccolo cane zelante, sempre in agitazione, pieno di entusiasmo e vigore, sempre pronto per qualsiasi attività che lo coinvolga. Il Beagle è un cane atletico sotto ogni aspetto e non c’è niente di meglio che vedere una muta di Beagle in pieno inseguimento, con le teste abbassate sull’usta, le code levate rigide per la concentrazione nella caccia. Durante il regno di Enrico VIII° e Elisabetta I c’erano Beagle a pelo duro, alcuni dei quali abbastanza piccoli da poter essere portati nella tasca di una giacca da caccia. La taglia è aumentata nel corso degli anni, ma talvolta nascono ancora versioni più piccole della razza, chiamati “pocket Beagle”.

ASPETTO GENERALE:
Segugio vigoroso, dalla costruzione raccolta, dà nello stesso tempo l’impressione di qualità senza essere grossolano.

PROPORZIONI IMPORTANTI:
La lunghezza della testa, tra l’occipite e la punta del tartufo, è divisa dallo stop in due parti il più uguale possibile. L’altezza al gomito è circa la metà dell’altezza al garrese.

COMPORTAMENTO – CARATTERE:
Cane brioso, la cui funzione essenziale è la caccia, soprattutto alla lepre, che insegue col fiuto. Coraggioso, molto attivo, resistente e determinato. È anche attento, intelligente e di carattere sempre uguale. Amabile e sveglio, non mostra mai aggressività né timidezza.

TESTA:
piuttosto allungata, potente senza essere pesante, più sottile nella femmina, senza pieghe sulla fronte o rughe.

REGIONE DEL CRANIO:
Cranio – leggermente a cupola, moderatamente ampio, con leggero occipite. 
Stop – ben pronunciato, divide la distanza fra l’occipite e l’estremità del tartufo in due parti, il più uguali possibile. 

REGIONE DEL MUSO:
Tartufo – grande, preferibilmente nero, può avere un pigmento meno carico nei cani a mantello chiaro. Narici ampie.
Muso – non appuntito.
Labbra – ragionevolmente ben discese
Mascelle/Denti – le mascelle devono essere forti, con perfetta, regolare e completa chiusura a forbice, cioè con i denti superiori che a stretto contatto si sovrappongono agli inferiori e sono impiantati perpendicolarmente alle mascelle.
Occhi – marrone scuro o nocciola, piuttosto grandi, non infossati né sporgenti; ben distanziati, con mite espressione accattivante.
Orecchi – lunghi, con estremità arrotondata, che raggiungono, se tirati in avanti, quasi la punta del naso. Inseriti bassi, di tessitura fine, pendono in modo aggraziato contro le guance.

COLLO:
abbastanza lungo da permettere al cane di seguire agevolmente la pista, leggermente arcuato; presenta una piccola giogaia.

CORPO:
ben raccolto (corta la zona rene-fianchi) ma ben proporzionato.
Linea superiore – diritta e orizzontale.
Rene – raccolto, ma ben proporzionato. Rene potente ed elastico.
Torace – disceso al di sotto del gomito. Costole ben cerchiate ed estese all’indietro.
Ventre – non eccessivamente rilevato.

CODA:
robusta, di lunghezza moderata. Attaccata alta, portata gaiamente, ma non arrotolata sul dorso o inclinata in avanti fin dalla radice. Ben fornita di pelo, specialmente sul lato inferiore.

ARTI ANTERIORI:
Spalla – obliqua, non pesante.
Gomiti – fermi, non rigirati in dentro né in fuori.
Avambraccio: arti diritti e verticali, ben posizionati sotto il corpo, di buona sostanza e dalle ossa rotonde; non si assottigliano fino al piede.
Metacarpi – corti.
Piedi anteriori – duri e fermi. Ben arcuati e dai cuscinetti forti. Non piedi di lepre. Unghie corte.

ARTI POSTERIORI:
Coscia – muscolosa.
Ginocchia – ben angolate.
Garretti – fermi, ben discesi e paralleli fra loro. 
Piedi posteriori – duri e fermi. Ben arcuati e dai cuscinetti forti. Non piedi di lepre. Unghie corte.

ANDATURA:
il dorso resta orizzontale, fermo e senza alcun rollio. Passo libero, con anteriore che ha buon allungo e muove diritto in avanti senza alzare troppo gli arti; posteriori con buona spinta. Non deve stringere il posteriore né tenere aperto o incrociare l’anteriore.

MANTELLO:
Pelo – corto, denso e impermeabile.
Colore – Tricolore (nero, fuoco e bianco); blu, bianco e fuoco; tasso “pied” ; lepre “pied”; limone “pied”; limone e bianco; rosso e bianco; fuoco e bianco; nero e bianco; bianco puro. Con l’eccezione del bianco puro, tutti i colori di cui sopra possono essere presenti come moschettature. Nessun altro colore è permesso. Punta della coda bianca.

TAGLIA:
Altezza desiderabile minima al garrese – 33 cm 
Altezza desiderabile massima al garrese – 40 cm

DIFETTI: 
Qualsiasi deviazione da quanto sopra deve essere considerato come difetto e la severità con cui va penalizzato deve essere proporzionata alla sua gravità e agli effetti sulla salute, il benessere del cane, e la capacità di svolgere il suo tradizionale lavoro.

DIFETTI ELIMINATORI:
Cane aggressivo o eccessivamente timido.
Qualsiasi cane che mostri in modo evidente delle anomalie d’ordine fisico o di comportamento, sarà squalificato.

N.B. – I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali completamente discesi nello scroto.

Il Mantello del Beagle
Se si esamina con attenzione lo Standard della razza si può rilevare che colore e distribuzione delle macchie non sono considerati importanti nella valutazione da ring anche se il vecchio detto diffuso nel mondo ippico “Un buon cavallo non può essere di un brutto colore” si applica ugualmente anche ai Beagles. I colori basici sono: il bianco, il nero, il marrone chiaro, ciascuno che varia in tonalità e sfumatura. Combinazioni di tutti o alcuni di questi colori producono i vari tipi di mantello che cercheremo in seguito di descrivere:
Tricolore: macchie uniformi e compatte dei tre colori basici. Quelli con larga macchia compatta di nero che copre il dorso e parte dei fianchi sono detti ” a mantellina nera” (black blanketed). I tricolori con grandi macchie di bianco che spezzano il fondo nero presentano un mantello più appariscente.
Bicolore: Il bianco è il colore base accompagnato dal marrone chiaro che può variare in diverse gradazioni dal limone pallido ad un intenso color castagna. Quelli con colorazione linmoe (bruno molto pallido) sono detti bianco-limone; quelli con sfumatura più scura di marroncino sono detti bianco-marrone e se il marrone tende dal rossastro all’arancione il segugio è detto bianco -fulvo o bianco-arancio. Raro è il bianco-nero (comunque ammesso).
Unicolore: Il solo unicolore permesso è il bianco o il crema, comunque molto raro oggi (un tempo molto più diffuso, come per esempio al tempo della Regina Vittoria o ai primi dell’800, grazie ad una eredità genetica degli antichi “talbot” dal mantello quasi esclusivamente bianco).
Vi sono comunque anche oggi esemplari di segugi bianchi con piccole macchie di marrone molto pallido a malapena visibile a distanza. Altri unicolore non sono ammessi, dal momento che tali tipi di mantello non danno il necessario vivace contrasto, né si armonizzano bene nella muta, sono monotoni e poco piacevoli all’occhio.
Pezzato (Mottles): Simili al tricolore ma con piccole macchie di nero, marrone su fondo bianco. Sono detti quindi: Tricolore pezzato, Limone pezzato, Marrone pezzato, Fulvo pezzato.
Molti decenni fa alcuni cani in Galles e del Sud dell’Irlanda presentavano una marcata sfumatura bluastra tendente al nero ed erano chiamati “Beagle Blue”. In realtà si trattava di tricolore blue, fulvo e bianco -, rari ma di cui esemplari sono stati trovati di recente in Australia e negli Stati Uniti. Ad essi si associano molto spesso occhi chiari.
Se le macchie blue sono ben delineate su fondo bianco sono detti Blue pezzati.
Qualora la sfumatura di blue è molto pallida quasi un grigio ardesia, accompagnato da occhi chiari, il colore non è considerato accettabile in quanto rappresenta una degenerazione del nero.
Moschettato (Pieds): Cani nei quali i tre colori si mescolano, senza formare macchie ben delineate tranne che per il bianco. Se nel mantello predominano i peli di color limone o crema sono chiamati Moschettati-limone; se predominano i peli marrone Moschettati-tasso (questi ultimi nomi provenienti ovviamente dalla tradizione venatoria inglese).
Si ricorda che il colore del manto nei cuccioli cambia nelle prime settimane di vita molto rapidamente; testa e spalle, spesso nere alla nascita cambiano in marrone chiaro in poche settimane.
Nello stesso modo sfumature di bruno, crema o grigio sul dorso di solito spariscono abbastanza presto e peli bianchi nel nero o nel marrone che fanno sembrare i cuccioli brizzolati di solito scompaiano completamente entro la dodicesima settimana.
I cani che non posseggono una marcata tinta di nero frequentemente la perdono con la maturità.
Mentre la distribuzione delle macchie e dei colori non è importante essa può creare vari effetti ottici.
L’orlatura nera delle palpebre accentua l’espressione mite e dolce molto apprezzata dal pubblico, mentre la lista bianca nel mezzo della fronte può dare lo stesso effetto, specialmente se ben simmetrica e non troppo sottile. Se invece tale striscia è molto larga può fare allargare la testa dando anche una espressione scialba. Inoltre una mantellina nera ininterrotta dalla testa alla base della coda può dare l’impressione di allungare il dorso ma è di aiuto per cani dal collo corto.

Lo Standard di Lavoro
Per il Beagle, come per molte altre razze da seguita straniere, in Italia non esiste, a quanto ci risulta, uno standard di lavoro codificato. Esistono però descrizioni dettagliate del suo metodo di lavoro e penso di fare cosa utile riportando fedelmente quanto scritto al riguardo sulla Nuovissima Enciclopedia Pratica della Caccia (Firenze) dal Maestro Mario Quadri, massima autorità in fatto di segugi.
“La voce armoniosa e squillante raggiunge una coralità straordinariamente gradevole. L’andatura è il galoppo sciolto e brioso intercalato a fasi di trotto nella ricerca dell’incontro. Accertata la passata buona, mantiene il galoppo ininterrottamente. La testa nella fase di cerca è portata aderente al terreno. A volte la alza per emettere il tono saliente della voce, abbassandola poi con elegante movimento per fiutare l’usta. La coda portata allegramente denota carattere e manifesta, col ritmo più o meno intenso, quello che il tartufo ha potuto captare sul terreno. E’ un segugio che segue la pista con rapidità ma non senza ponderatezza. Questa dote qualitativa gli consente di seguire la passata o la traccia con assoluta fedeltà. Nonostante sia per natura avvinto alla traccia, al bisogno, mette in risalto un’apprezzabile iniziativa. Allo scovo accelera l’andatura e intensifica il tono e il timbro della voce. A seguita spiegata è capace di mantenere un ritmo costante con tenacia sorprendente. Quando il Beagle cade in fallo, grazie alla potenza dell’olfatto e alla iniziativa , giunge a soluzioni brillanti per riprendere la seguita con maggiore entusiasmo”.

La voce del Beagle
Il Beagle è un semi-urlatore, la sua voce è una via di mezzo tra gli urlatori (es: segugi di origine francese – ululato profondo, dai toni bassi e prolungati) e gli scagnatori, (es: segugio italiano – toni alti e ritmo martellante). La voce tipica del Beagle è l’urlo breve sincopato, senza trascinamenti. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto